domenica 8 febbraio 2015

condivisioni.

Ieri prima del tg ho sentito in una pubblicità che Napster esiste ancora.
Cavolo.
Napster era il modo che avevamo per sentirci uguali, o comunque meno diversi.
Se volevi una canzone, non dovevi più aspettare di poter comprare il CD, costosissimo,
o che qualcuno lo comprasse per averne una copia su cassetta, straziante. E spesso improbabile.

Ascoltatori di tutto il mondo unitevi. Con Napster, tutti i sogni di chi voleva ascoltare musica erano realtà.
Aspettavi mezz'ora e potevi ascoltare il tuo stato d'animo.
Erano stati d'animo molto più persistenti.

Era il modo con cui i giovanissimi e i meno giovanissimi ma pur sempre giovani si ribellavano alle industrie discografiche.
Uniti sotto il vessillo del gatto-alieno con le cuffie.
Era il nuovo modo di ascoltare la musica, non solo di scaricarla. Il nuovo modo di creare le compilation.
La prima rivoluzione digitale generazionale. E noi i primi fedeli alla linea. ISDN.

Ed esiste ancora. Incredibile.
Corro su wikipedia.

Alla fine dell'estate 2001 Napster perde la causa con le etichette discografiche e chiude. Seppellito lassù in montagna.
Dalle sue ceneri nascono kazaa, imesh, gnutella, audiogalaxy, dc++, morpheus, emule e tantissimi altri. Più evoluti tecnicamente e legalmente,
più facili da usare, più diffusi.
Oggi il peer to peer ha vinto, ma nessuno lo nota più.

Nel frattempo, Napster, l'originale, è diventato un mediocre servizio a pagamento che cerca di competere contro le multinazionali del settore.

Inizia il tg. Parla della sinistra di Renzi. O di Napster.


giovedì 11 settembre 2014

coerenze. (storia onnicomprensiva dell'11 settembre)

"È successa una cosa gravissima", iniziò il segretario.
"Una nostra concittadina è stata uccisa stamattina dagli extracomunitari"
"È inaccettabile" vociferava il popolo.
"Come è successo?" chiese uno degli astanti.
"O.D. era da sola a fare la spesa con i figli quando un extracomunitario si è avvicinato importunandola e molestando i
figli. Presa di paura, si è scagliata contro l'uomo mettendolo in fuga. L'uomo, inoltre, stava rubando del cibo
dalle nostre riserve. Allora gli extracomunitari l'hanno cercata, trovata e uccisa".
"Ma non si poteva discutere?" chiese lo stesso astante.
"Quelli non sanno discutere, lo sapete", rispose amareggiato il segretario.
"Inaccettabile!" gridò furente un secondo astante.
"Noi siamo qui da sempre. I nostri nonni e i loro nonni vivono qui da prima di chiunque", incalzò il primo.
"Bisogna fare qualcosa, altrimenti faremo la fine degli indiani d'america o di quelli scarsi a risiko".
"Bisogna chiudere le frontiere, ne va della nostra vita. Anche se non so cosa sia una frontiera".
"Chi cazzo pensano di essere questi che vengono qui a rubare e delinquere".
"Oggi il cibo, domani ci spazzeranno dalle nostre case per costruire le loro empie case di preghiera e guerra"
"Calma, calma" riprese il segretario. "La situazione è difficile, ma dobbiamo stare calmi"
"Calma un cazzo!", disse una voce "qui ne va della nostra vita e di quella dei nostri figli. Che mondo vogliamo lasciargli?"
"Dobbiamo armarci, creare delle ronde e far sì che tutto questo non accada più".
"Cosa sono le ronde?"
"Sono dei gruppi che picchiano chi non gli va a genio".
"Allora va bene!"
"È l'ora di autodeterminarci, basta sottostare ai dettami della legge. La legge non ci protegge".
"Che significa autodeterminarci?"
"Fregarsene se non facciamo combaciare il dire e il fare"
"Allora va bene"
"Allora va bene, dunque. Voteremo".
"Voteremo un cazzo!" disse la stessa voce di prima. "Noi aspettiamo e qui vengono ad ammazzare le nostre donne e rendere orfani i nostri figli. Andiamo a chiudere le frontiere".
"Che significa orfani?".
"Che i sopravvissuti possono incazzarsi".
"Allora va bene".
"Si voterà", chiosò il segretario. Che non sapeva il significato di chiosare.
"E Orsa Daniza non sarà morta invano".
"Che significa morire invano?"
"Che non puoi fare casino".

mercoledì 6 agosto 2014

cenerentolen.



Centro di Monaco, negozio sportivo.
Una donna italiana di statura sarda, Mara Sarongiu (nome di fantasia per la tutela della privacy) vuole cimentarsi nella camminata montana.
Osservante delle regole, decide di munirsi di dispositivi di protezione individuale.
Trova, tra i 5 piani del negozio, il reparto giusto e non ha difficoltà nello scegliere i calzari più adatti.
Li ha già provati nel medesimo negozio un po’ di tempo fa, ma siccome  è una ragazza zelante, decide di testarli ulteriormente per cercare eventuali incompatibilità.
Sono ideali: relativamente economici, abbastanza carini dal punto di vista estetico, funzionali per quello che la donna ha in mente di fare.Mara non ha il tempo per completare l’acquisto che si palesa un commesso, molto zelante anche lui, che fa notare di come quello fosse il reparto bambini.
“Quelle scarpe…”, inizia il dipendente.
Mara, che oltre a essere zelante è anche molto autoironica, risponde con un timido sorriso: “eh lo so, sono per bambini”.
Sollevato, l’uomo continua la sua frase “sono per bambini, si”.
“ma io calzo il 35 e le misure da donna partono da 37″.
Cala il silenzio per qualche secondo. Poi l’uomo ha un lampo di genio: “questo è un problema”, le comunica con il tono di un messaggio di servizio preregistrato.
E continua:”quelle scarpe sono per bambini”. Ha detto tutta la frase senza interruzioni, il messaggio deve essere stato per forza recepito.
Mara, invece, non è convinta. “ma che differenza c’è?”.
“sono per bambini. Sono…” -caricamento in corso- “meno stabili”.
“meno stabili? ma qui c’è scritto che vanno bene per l’uso che ne voglio fare”.
“no, sono meno stabili, sono per bambini”. Si sa che invertendo il presunto ordine causa-effetto, il risultato potrebbe cambiare e la frase essere più comprensibile.
Il dipendente è teso, si vede. Non è calmo.
Non sente qualcuno protestare da quell’autunno del 44, quando il signor Altman diceva che no, andare in un campo di concentramento solo perchè suo nonno era ebreo gli sembrava troppo, ma che ci sarebbe andato comunque, sebbene controvoglia.
Vuole solo prendere le scarpe e posarle nel luogo più consono: il reparto bambini.
Mara fa un gesto avventato: si toglie la prima scarpa. Repentinamente, il robotico lavoratore la afferra senza lasciarle il tempo di organizzare una reazione. “faccio tutto io”, proclama.
“ma no, la aiuto”.
“No-no”, chiosa, mentre prende gelosamente la scatola e la conserva in mezzo alle altre.
Mara è allibita e anche il suo fidanzato, Cino Niancia (anche per lui c’è la tutela della privacy).
L’impero tedesco ha salvato l’ordine delle cose e distrutto una favola. E per soli 40 euro.